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Sutera chiude una fantastica “stagione” di Ruote nella Storia

L’undicesima ed ultima tappa del programma di successo Ruote nella Storia 2018 si svolgerà domenica 4 novembre a Sutera, in provincia di Caltanissetta. Così la Sicilia, dopo aver ospitato la Targa Florio Classic, ultimo appuntamento del Campionato Grandi Eventi 2018, patrocinato ACI Storico, ospita anche la chiusura di una manifestazione in questo caso più culturale che sportiva. 

Sutera è un collare di case di pietra intorno alla rupe gessosa del Monte San Paolino che domina la valle del fiume Platani. Il disordine urbanistico dell’edilizia «fai da te» qui è meno marcato, perché rimane evidente l’impianto medievale: le abitazioni sono ammucchiate le une sulle altre, vecchie e nuove; i colori tradizionali del gesso cercano un raffronto con quelli dei prospetti più recenti; le stradine in pietra lavica e calcarea mantengono un andamento labirintico.

Tra i profumi del timo e del rosmarino, e le bizzarrie della geologia, a Sutera parla la storia. Nelle grotte e negli anfratti formati dai fenomeni carsici si è mossa la civiltà sicana. Negli ipogei restano tracce dei monaci basiliani. Gli Arabi hanno fondato il loro villaggio tra gli spuntoni di roccia, ammonticchiando i dammusi sotto la rupe gessosa del monte, dall’alto del quale nei giorni limpidi lo sguardo si posa sull’Etna e sul mare di Agrigento. Tra i vicoli in pietra lavica e calcarea del quartiere Rabato, tra i suoi cortili arabi, le crepe delle vecchie case di gesso e gli orti incolti dove fioriscono i pistacchi, il passato rivive come in un’antica Palestina. A Sutera, nelle luci tremanti della sera, la casbah si confonde con il presepe, che nei giorni di Natale s’incarna nei figuranti e nelle tradizioni locali, riportando il paese indietro di cento e più anni, alle sue radici contadine. Nel buio, le piccole case in pietrame di gesso e malta luccicano come cristalli, per le caratteristiche chimiche del composto: l’isolamento e l’emigrazione hanno custodito qui, nella valle del Platani, uno dei luoghi più belli di Sicilia.

Il programma dell’appuntamento siciliano di Ruote nella Storia, definito e organizzato dall’Automobile Club di Caltanissetta con il patrocinio di ACI Storico, prevede la visita guidata al Rabato, il quartiere all’estremità del paese fondato dagli Arabi intorno all’860 d.C. Il Rabad – termine che sta per «sobborgo» – era un insieme di case dalle mura di gesso abbarbicate le une alle altre, stretti vicoli, ripide scalinate, bagli e terrazzi. 

Il villaggio arabo è ancora leggibile nell’impianto urbanistico odierno, soprattutto dall’alto del monte, da dove si ammirano i vecchi tetti di coppi siciliani e l’intrico di stradine tipico di una casbah araba. Da quel modello è derivata la casa contadina siciliana a un solo piano, il dammuso, con una singola stanza soppalcata, realizzata in gesso.

Il programma prosegue con la visita guidata al Santuario Diocesano di San Paolino. La chiesa è affiancata dal piccolo convento settecentesco dei Padri Filippini che conserva la tela della Madonna in trono fra i Santi Damiano e Cosma di Filippo Tancredi. Ma il vero tesoro della chiesa, custodito in uno stipo ligneo del 1903 alla destra del presbiterio, sono due urne-reliquiario, espressioni massime dell’oreficeria siciliana antica. L’urna contenente le ossa di San Paolino è un grande cofano del 1498 con coperchio a schiena d’asino, sbalzato in una ricamata lamina d’argento con figure a rilievo e decori a racemi e palmette; quella in cui alloggiano le ossa di Sant’Onofrio, eseguita nel 1649 dal palermitano Francesco Rivelo, è uno sfarzoso esempio dell’arte orafa barocca.

Ultima visita guidata quella presso il Museo Etno-antropologico, che ospita, non solo gli attrezzi del pastore o del contadino, ma anche quelli del fabbro di fine Ottocento, le falegnamerie degli anni Trenta, il canalaro ed il muratore, il conciabrocche ed il calzolaio, con attrezzi tramandati per svariate generazioni, alcuni dei quali risalenti anche al Settecento. Il Museo curato in prima persona da Mario Tona, insegnante di lettere alla scuola media di Sutera, raccoglie anche i manifesti e i depliant dei concerti che ad inizio Novecento teneva l'unico compositore musicista del paese, i manifesti che accompagnano gli emigranti nel cammino verso le Americhe (primo Novecento) e poi verso il Nord Italia o l'Europa (anni sessanta). Notevole è la raccolta di un centinaio di stampe religiose di grande e medie proporzioni, che nell'Otto e Novecento le famiglie appendevano in cucina o nella camera da letto. 

Insomma, un programma culturale ricco di luoghi da visitare e perfetto per la chiusura di Ruote nella Storia 2018, un progetto atto a promuovere e valorizzare il patrimonio e la cultura motoristica italiana.

Programma 

Ore 8:30:  raduno dei partecipanti presso l’Automobile Club Caltanissetta (Via P. Leone, 2) – colazione veloce di accoglienza

Ore 9:00:  partenza 

Ore 10:30: concentrazione in Piazza Rettore Carrubba (Sutera), distribuzione gadget e     contrassegni di riconoscimento. Sfilata per le vie del borgo fino a Piazza S. Agata: breve sosta ed esposizione auto

Ore 11:00: cocktail di benvenuto presso Auditorium comunale: saluti del Sindaco e del Presidente dell’Automobile Club

Ore 11:30: trasferimento in auto fino Piazza del Carmine, sistemazione auto e visita guidata del quartiere “Rabato”

Ore 12:00: visita guidata al Santuario Diocesano di San Paolino

Ore 13:00: pranzo conviviale (Sala di rappresentanza del Museo Etno-antropologico)

Ore 15:00: consegna omaggio di partecipazione

Ore 15:30: visita guidata del Museo Etno-antropologico

Ore 17:00: saluti e ringraziamenti.