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Strade bianche e vino rosso

Strade bianche e vino rosso” è un Concorso di Eleganza dinamico per auto storiche ideato dal giornalista Lorenzo Caffè ed organizzato quest'anno per la quarta volta il 6 ottobre dalla Scuderia Clemente Biondetti di Firenze insieme ad AC Firenze con il patrocinio di ACI Storico.

L'idea alla quale la manifestazione si ispira è che l'automobile, nonostante alcuni esemplari vengano considerati vicini ad opere d'arte, non sia un oggetto statico come un dipinto o una scultura, ma, grazie alla sua principale funzione di mezzo di trasporto, debba essere vista e giudicata in movimento e non immobile su un piedistallo o su una pedana.   

Come in ogni concorso, al termine della giornata vengono infine premiate tre vetture in base a criteri ogni anno diversi e, fra esse, viene individuata la “Best of show” alla quale è assegnato il trofeo intitolato alla memoria dell'Architetto Roberto Segoni maestro fiorentino di design industriale.

La novità di quest'anno, rispetto alle precedenti edizioni, è stata il raduno e la partenza da piazza Buondelmonti all' Impruneta. Da questo luogo, dopo  una esposizione che ha attratto centinaia di curiosi e la premiazione da parte di una giuria popolare della Alfa Romeo 1900 cabriolet di Stefano Piccolo, il corteo delle 21 vetture partecipanti al concorso, nonché quelle altrettanto numerose degli accompagnatori, compiendo un percorso di 41 km costeggiando i più famosi vigneti del Chianti, toccando località come Strada in Chianti, il castello di Gabbiano, Mercatale, Montefiridolfi, Sambuca e S. Donato in Poggio, ha raggiunto  infine lo spettacolare Castello di  Monsanto

Qui le auto venivano schierate di fronte al castello e nel parco monumentale, luoghi ideali per valorizzare con la loro antica bellezza il design di auto progettate quando ancora l'aerodinamica non imponeva le proprie linee alle matite dei progettisti.  

I temi assegnati dagli organizzatori alla giuria per selezionare le vincitrici sono stati: “Stile e potenza”; “ L'estro dei maestri dell'auto”; “Il fascino della velocità”. 

A contenderseli, come accennato,  ventuno splendide automobili: ben sei Alfa Romeo ovvero una 1750 SS Zagato del 1929, la 1900 cabrio Pininfarina del 1953,  una 1900 TI super del 1954, una Giulia spider e una Giulia SS entrambe del 1965 ed una Montreal del 1971; una Chevrolet del 1932,  una Cisitalia 202 del 1948; una Fiat 1100 Pininfarina del 1949; tre Jaguar e precisamente una  XK120 del 1953, una XK150 del 1957 e una  E coupé del 1966; una Ferrari 250 MM del 1953; una rara Convair sport 1100 del 1955, una Porsche 356 A del 1956, una Triumph TR2 del 1955, due Austin Healey ovvero una 100/6 del 1959 e una 3000 del 1960; una  Aston Martin DB4 del 1964; una Mercedes 230 SL del 1966 ed infine una MaseratiIndy del 1971.

I giudici assegnavano infine il premio “Stile e potenza” alla Ferrari 250 Mille Miglia del 1953 di Mauro Lotti; il premio “L'estro dei maestri dell'auto” alla Alfa Romeo Giulia SS del 1964 di Luciano Giusti; ed il premio “Il fascino della velocità” alla Alfa Romeo 1750 Zagato del 1929 di Marco Masini

Il Trofeo Roberto Segoni, una grande coppa argentata sulla base della quale sono incisi i nomi dei precedenti vincitori, premio alla più bella ovvero alla “Best of show” della manifestazione, veniva assegnato alla Ferrari 250 MM.

In occasione della prossima edizione il trofeo sarà restituito dall'attuale detentore, al quale sarà consegnata una targa ricordo, per essere rimesso in palio ed assegnato al vincitore dell'edizione 2020.

 

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