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Ad Auto e Moto d'Epoca a Padova la conferenza sulla “Fiscalità e le Auto storiche"

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Sticchi Damiani: lista di salvaguardia per il controllo del parco di vetture effettivamente di interesse storico, CRS verificato dal Ministero ed emesso anche da ulteriori registri specializzati e ACI Storico. 

Nello stand ACI Storico, su un palco che ha raccolto personalità fra quelle di maggiore rilievo nel mondo delle auto storiche, si è svolto un importante dibattito con tema “La fiscalità e le auto storiche”.

Presenti il Presidente dell’Automobile Club Italia Angelo Sticchi Damiani, il Presidente ASI Alberto Scuro, il Responsabile Ferrari Classic, Luciano Barb, il Responsabile Comunicazione e Marketing di FCA Heritage, Gianfranco Gentile, il Presidente Registro Storico Lancia, Peppino Stancati, il Segretario RIAR, Daniele Santarelli, il Vice-Presidente AAVS Gian Paolo Brini e il Direttore di Ruoteclassiche David Giudici

Il dibattito è entrato nel vivo con una considerazione del Presidente Sticchi sull’importanza della definizione e utilizzo di una “lista di salvaguardia” che possa tenere sotto controllo il parco circolante di vetture ultra-ventennali, individuando quei modelli realmente di interesse storico collezionistico. 

“Bisogna introdurre una lista di salvaguardia che permetta di creare una distinzione fra i veicoli realmente storici e quelli semplicemente vecchi, come quella che abbiamo stilato tutti i registri oggi qui presenti, ed anche con ASI, per poter controllare il parco circolante di vetture ultra-ventennali, altrimenti i costi per la detassazione e i problemi di inquinamento e sicurezza saranno importanti. Alla fine del lavoro abbiamo tutti firmato un documento di intesa, purtroppo tutti tranne ASI. Il dimezzamento della tassa di circolazione per tutte le vetture ultra ventennali con CRS, così come previsto dall’attuale Legge di Bilancio, ha determinato ad oggi dei costi per minor gettito alle regioni di 4,3 milioni di euro, oltre il doppio di quanto preventivato nella legge di stabilità. Non solo, nei primi 9 mesi del 2019 si sono aggiunte al nostro parco circolante, uno dei più vecchi d’Europa, circa 600.000 auto ultra-ventennali Euro 0. Solo nel 2019 i CRS emessi sono stati circa 50.000, e il rischio è che man mano un gran numero di vetture ultra ventennali possano ottenere il CRS. Ciò non è possibile, vanno tutelate le vetture di reale interesse storico e rottamate quelle semplicemente vecchie e non sicure”.

A Sticchi ha risposto il Presidente ASI, Scuro, contrario alla lista di salvaguardia. “Per noi tutte le vetture ben conservate e originali oltre i 20 anni sono storiche, senza distinzione di modello. Oggi non vedo problemi visto che le vetture con CRS sono una piccola percentuale delle ultra-ventennali circolanti. Non serve somministrare la “tachipirina” finché la percentuale di vetture con CRS non arrivi, per esempio, oltre il 10% del parco circolante delle vetture ultra-ventennali.”

Concentrato soprattutto sul tema della circolazione il Direttore di Ruoteclassiche David Giudici. “La lista di salvaguardia è fondamentale. La malattia c’è e la febbre è già alta. Lo vediamo con esempi eclatanti come la chiusura alla circolazione a tutte le vetture storiche a Torino, dove oggi chi dovesse effettuare la revisione alla propria vettura storica è obbligato a farla trasportare all’interno della città con il carroattrezzi. Se non interveniamo subito con una lista che controlli il parco delle auto e dei modelli realmente di interesse storico, presto i proprietari di queste vetture non potranno più circolare in nessuna città e le stesse verranno vendute all’estero o rottamate, anche quelle di reale interesse storico. Il CRS è conditio sine qua non, ma bisogna tutelare le ultra ventennali in via di estinzione, come per esempio una Lancia Y10 Turbo ultima serie, presente oggi in poche migliaia di unità, mentre una Fiat Punto prima serie, che vede circa 700.000 vetture Euro 0 circolanti, evidentemente non ha bisogno di tutela e, anzi, è un parco da scremare”.

Anche Gianfranco Gentile, di FCA Heritage, concorda nella necessità di una lista chiusa. “Abbiamo necessità di controllare i numeri delle vetture realmente di interesse storico. A Torino abbiamo parlato con la Sindaca e c’è una apertura per una deroga alla circolazione delle vetture realmente di interesse storico, ma ovviamente ciò è possibile solo proponendoci uniti in queste richieste e facendo capire che i numeri del circolante legati alla lista di salvaguardia sono minimali rispetto al totale”. 

Ancora una conferma della necessità della lista di salvaguardia da parte di Peppino Stancati. “E’ senza dubbio importante cercare di individuare le auto che realmente vanno tutelate. Come Registro Storico Lancia abbiamo sempre individuato fra le vetture Lancia dei modelli “privilegiati”. Certamente però non va creato allarmismo politico”.

Anche il Vice-Presidente dell’AAVS conferma di essere “concorde con l’applicazione di una lista di Salvaguardia”. 

Insiste poi il Presidente Sticchi Damiani: “Con l’attuale normativa in vigore, c’è il rischio di non poter esentare al 100% una vettura di reale interesse storico, di alta cilindrata e quindi soggetta ad un bollo oneroso che, anche al 50%, risulta una spesa importante, magari quando la vettura ha appena raggiunto i 20 anni d’età, momento il cui il suo valore è più basso, e quindi rischia di essere rottamata. Tutto ciò per offrire il 50% di riduzione della tassa a tutte le vetture, comprese le Punto prima serie. Non solo. Oggi parliamo di milioni di veicoli ultra ventennali circolanti in Italia, rispetto al passato quando erano poche migliaia. Non è più pensabile che sia un Ente privato a certificare, e addirittura a far inserire dalla Motorizzazione Civile tale certificazione sul libretto della vettura, senza alcuna regola o controllo da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. È impensabile poi che il Ferrari Classic, piuttosto che l’AAVS, oltre chiaramente ad ACI Storico, non possano emettere un CRS, ad una Ferrari piuttosto che a vetture anteguerra, dove sono i più esperti in Italia. Bisogna dare un segnale importante a livello governativo, con l’applicazione della lista di salvaguardia a partire dal prossimo anno. Se una Punto prima serie dovesse circolare nel centro di Torino o Milano perché in possesso di un CRS, sarebbe un grosso problema, ed avremmo grande difficoltà a convincere le amministrazioni comunali ad eliminare le restrizioni al blocco del traffico per i mezzi realmente storici.” 

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