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Al Concorso di Eleganza “Città di Trieste” esposta la replica della Indian Scout di Burt Munro

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In occasione della seconda edizione del Concorso di Eleganza “Città di Trieste” organizzato dal Club ACI Storico, dall'Automobile Club di Trieste, dall’AAVS - Associazione Amatori Veicoli Storici e dal Comune di Trieste con il patrocinio dell’Automobile Club d’Italia e della Regione Friuli Venezia Giulia, dal 20 al 22 maggio 2022, nella straordinaria cornice di Piazza Unità d’Italia, oltre ad essere esposti 23 gioielli a quattro ruote costruiti dal 1910 al 1979, sarà presente la replica della motocicletta Indian Scout del 1920 di Burt Munro che ha ispirato la nota pellicola “Indian - La grande sfida” (Titolo originale: The World’s Fastest Indian). 


Negli anni ’70, il regista neozelandese Roger Donaldson girò il documentario “Offerings to the God of Speed” (Offerte al Dio della Velocità) in cui rendeva omaggio ad un suo conterraneo: Herbert James Munro, detto Burt, pilota motociclistico nato nel 1899 a Invercargill, città nel sud ovest della Nuova Zelanda. Questa scritta campeggiava sopra gli scaffali pieni di pezzi di motore nell’officina di Munro. Trent’anni dopo Donaldson è riuscito a portare al cinema la sua storia. 


Munro scoprì presto la passione per la velocità. A 16 anni acquistò una Douglas, poco dopo una Clyno, e a 21 anni trovò finalmente la sua anima gemella: la neonata Indian Scout, con motore bicilindrico a V di 600 cc. che comperò nuova per 140 sterline nel 1920.


Nel 1926 iniziò a modificarla per migliorarne le prestazioni, sperimentando ogni possibile soluzione, ed alcune volte con metodi poco ortodossi, ma volti ad alimentare la sua passione a cui ha dedicato la sua vita, volta a sviluppare una moto con cui stabilire un primato mondiale di velocità.


Fece tutto da solo lavorando sulla moto a tempo pieno per numerosi anni, trasformando il motore e sperimentando costantemente l’aerodinamica, limando centimetri o addirittura millimetri di carrozzeria non indispensabile. 


Nel 1967 si imbarcò verso l’America per arrivare a Bonneville, nello Utah (presso le famose distese saline) dove una volta l’anno si tiene la Speed Week, durante la quale si stabiliscono record di velocità nelle varie categorie. Burt, contro giovani ed esperti progettisti, raggiunse il suo sogno raggiungendo la velocità di ben 183 miglia orarie (quasi 300 km/h) entrando nel libro dei record. 


La replica esposta questo fine settimana a Trieste, appartiene all’esperto collezionista Costantino Frontalini, che vanta una sezione chiamata “Il Sogno Americano” dedicata alle più famose produzioni hollywoodiane. Nel film per le scene ad alta velocità, il motore Indian è stato sostituito con quello della Cagiva Elephant, un Ducati 750 cc. Lo stesso è stato fatto da Frontalini nella ricostruzione della sua replica, senza utilizzare motore e telaio Indian, ma seguendo passo dopo passo le fasi di lavorazione e le modifiche apportate nella pellicola. Il tutto dopo essersi consultato con i tecnici della Britten, azienda produttrice del motoveicolo. Una volta allungato il telaio ed assemblata la moto, ha meticolosamente ricostruito la carena, con una verniciatura impeccabile. 

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